giovedì 6 ottobre 2011

APERTE LE ISCRIZIONI PER I CORSI 2012 DI MASSAGGIO INFANTILE

L’insegnamento del massaggio neonatale avviene in piccoli gruppi di genitori e bambini.
Il corso A NUMERO CHIUSO (MAX 6 BAMBINI) è condotto da un’insegnante certificata A.I.M.I. e consiste in 5 incontri della durata di due ore circa, una volta a settimana.



PROGRAMMA DEL CORSO:
  • Apprendimento dei benefici del massaggio per il neonato e per il bambino più grande.
  • Apprendimento pratico della sequenza completa di massaggi.
  • Lavoro sul rilassamento del bambino attraverso il “tocco rilassante”.
  • Momenti di riflessione sul rafforzamento del legame genitore-bambino.
  • Apprendimento di modalità che possono dare sollievo al bambino che soffre di stipsi, meteorismo, coliche addominali e pianto.
  • Possibili adattamenti del massaggio per il neonato e per il bambino più grande.
  • Apprendimento del massaggio per bambini con bisogni speciali, bambino prematuro, ospedalizzato, in affido, disabile,…

Gli incontri (rivolti ai genitori con bimbi fino a 12 mesi) si svolgeranno presso il C.F.P. Gruppo Profilo in Via dei Remi, 26 - Ostia (Rm)
il Sabato o la Domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00
     
    Prossimi corsi: 
    Febbraio 2012/ Marzo 2012
    Marzo 2012/Aprile 2012



Le iscrizioni ai corsi devono essere fatte almeno 15 giorni prima della data di inizio corso.
Per maggiori info o per le iscrizioni ai corsi mi potete contattare al seguente indirizzo e-mail:

sara.miele@aimionline.it

lunedì 5 settembre 2011

PROSSIMI CORSI DI MASSAGGIO INFANTILE CON INSEGNANTE CERTIFICATA AIMI

L’insegnamento del massaggio neonatale avviene in piccoli gruppi di genitori e bambini.
Il corso (A NUMERO CHIUSO MAX 6 BAMBINI) è condotto da un’insegnante certificata A.I.M.I. e consiste in 5 incontri della durata di due ore circa, una volta a settimana.

PROGRAMMA DEL CORSO:
  • Apprendimento dei benefici del massaggio per il neonato e per il bambino più grande.
  • Apprendimento pratico della sequenza completa di massaggi.
  • Lavoro sul rilassamento del bambino attraverso il “tocco rilassante”.
  • Momenti di riflessione sul rafforzamento del legame genitore-bambino.
  • Apprendimento di modalità che possono dare sollievo al bambino che soffre di stipsi, meteorismo, coliche addominali e pianto.
  • Possibili adattamenti del massaggio per il neonato e per il bambino più grande.
  • Apprendimento del massaggio per bambini con bisogni speciali, bambino prematuro, ospedalizzato, in affido, disabile,…


Gli incontri (rivolti ai genitori con bimbi fino a 12 mesi) si svolgono di Sabato o di Domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Prossime date

  • OTTOBRE 2011
  • NOVEMBRE 2011
  • FEBBRAIO 2012
Per maggiori info o per le iscrizioni ai corsi mi potete contattare al seguente indirizzo e-mail:


sara.miele@aimionline.it

giovedì 18 agosto 2011





PER TUTTE LE MAMME IN ATTESA  O LE MAMME CON BIMBI APPENA NATI SE VOLETE CONOSCERE TUTTE LE INFORMAZIONI RELATIVE AL MIO PROSSIMO CORSO DI MASSAGGIO INFANTILE SIETE INVITATE ALLA PRESENTAZIONE (GRATUITA) CHE FARO' IL 03 SETTEMBRE 2011 ALLA BIBLIOTECA MORANTE DI OSTIA DALLE 10 ALLE 12.

MESE DEL BENESSERE

sabato 3 Settembre 2011
dalle ore 10 alle 12
Presentazione del Corso di massaggio infantile AIMI.
Incontro informativo per mamme e papà in dolce attesa
a cura di Sara Miele
insegnante qualificata certificata A.I.M.I. (Associazione Italiana di Massaggio Infantile)

Il massaggio del bambino è una tradizione
molto antica presente in culture di molti paesi
che si è tramandata fino ai nostri giorni.
Recenti studi e ricerche basati sull’evidenza
clinica hanno mostrato la validità e l’efficacia
del massaggio sulla maturazione e lo sviluppo
armonico del bambino nella sfera fisica,
mentale ed emozionale.
I genitori, attraverso l’utilizzo adeguato
del massaggio, possono accompagnare il
proprio bambino stimolando la crescita e la
salute, sviluppando un meraviglioso rapporto
affettivo.


PER PRENOTARSI TELEFONARE A

Donatella Zapelloni

Responsabile delle Attività culturali
e della Comunicazione
Biblioteca "Elsa Morante"
Via Adolfo Cozza, 7 - 00121 Ostia RM
tel. 0645460487 - 0645460480

OPPURE MANDARE UNA MAIL A: d.zapelloni@bibliotechediroma.it

domenica 12 giugno 2011

GLI OLI ESSENZIALI PREFERITI DAI BAMBINI


Quando ci avviciniamo al massaggio infantile dobbiamo scegliere un olio specifico per massaggiare la pelle dei nostri piccoli. Gli oli minerali sono sconsigliati, perché possono creare una pellicola sulla pelle, impedendone la respirazione, e possono essere nocivi se ingeriti. 
Gli oli per bambini, che troviamo in commercio, hanno spesso tra i propri ingredienti dei derivati dei processi di raffinazione del petrolio. 
Gli oli essenziali sono sconsigliati invece per massaggiare bambini molto piccoli poichè potrebbero avere un effetto dannoso sul sistema nervoso dei neonati ancora immaturo.
L’Associazione Italiana Massaggio Infantile (Aimi) suggerisce di utilizzare un olio di mandorle vegetale spremuto a freddo.
E’ importante anche scegliere un olio senza particolari profumazioni all’interno; per rafforzare il legame con i genitori infatti il bambino deve poter percepire, durante il massaggio, l’odore della mamma e del papà.

E' importante comunque saperne di più riguardo l'utilizzo degli oli essenziali che potremo proporre ai nostri bimbi più avanti nella pratica del massaggio o che potremo utilizzare seguendo alcuni accorgimenti.


Conosciamo meglio le proprietà di alcuni oli essenziali e quelli preferiti dai bambini attraverso le parole di Pinuccia Ceriani, Naturopata e Floriterapeuta, Insegnante di massaggio infantile AIMI e ayurveda Shantala.


"I bambini e i neonati hanno un olfatto molto sensibile. Già a sei settimane riconoscono la madre dall’odore e distinguono un suo indumento da quello di un’altra persona. L’olfatto unisce madre e figlio in modo magico. La mamma riconosce il cambiamento di odore del suo piccolo, avvisandola di una malattia ancora prima di manifestarsi.

Gli odori educano e insegnano molte cose ai neonati: le parole “piacevole e spiacevole”, “pericoloso e benefico” vengono associati e immagazzinate nel cervello legandosi ad un odore. Nei primissimi anni di vita gli odori stimolano la creatività e la capacità di apprendimento, rinforzando i sensi.

Il modo migliore per proporre un profumo ad un bambino è nella lampada elettrica per aromi, messa nella sua cameretta.

Gli oli essenziali più amati dai bambini sono: MANDARINO-LIMONE- ARANCIO- CAMOMILLA ROMANA – ROSA- MIELE- CANNELLA – VANIGLIA.

Quando I bambini sono irrequieti, a causa della dentizione o delle colichette, sono benefiche Camomilla romana e Lavanda nella lampada per aromi.

Per le coliche preparare impacchi con :Camomilla Romana     1 goccia – Finocchio       1 goccia, mescolare con un litro di acqua calda intridervi un piccolo asciugamano e metterlo sul ventre del piccolo; coprire con un altro asciugamano per mantenere il calore e toglierlo dopo 15 minuti.

In caso di influenza/raffreddore/catarro, si utilizzano i seguenti oli : Pino mugo, Eucalipto, Mirto, Limone messi nella lampada per aromi 2/3 gocce per essenza.

Per i bagnetti aromatici, che piacciono molto ai bambini: aggiungere all’acqua ,in 2 cucchiai di miele e uno di panna : Camomilla romana, Miele, Vaniglia e Lavanda prima di andare a dormire.

Non lasciare mai a portata di mano dei bambini le boccette di o.e.

Per i bambini il contatto delicato è una necessità, come nutrimento e vitamine. Si trasmette a loro vicinanza, fiducia e sicurezza perciò sono utili i massaggi regolari che li faranno crescere più forti, più sani e faranno diminuire problemi di coliche e dolori in generale.

Per il massaggio al vostro bambino, usate olio di mandorle dolci, bio, spremuto a freddo. Si conserva per un periodo di 12 mesi."


Per maggiori informazioni potete contattare 
Pinuccia Ceriani

Naturopata e Floriterapeuta, Insegnante di massaggio infantile AIMI e ayurveda Shantala.

Si occupa di benessere dei bambini e delle mamme. Svolge la sua attività a Varese e Milano.

Cell. 3487276880

 

mercoledì 1 giugno 2011

Il massaggio infantile come prevenzione all'abuso


In una società sempre più malata come quella odierna possiamo noi genitori prevenire l'abuso? Possiamo accorgercene per tempo e mettere in guardia i nostri figli aiutandoli a riconoscere un "tocco buono" da un tocco estraneo?

Attraverso il massaggio infantile possiamo sicuramente fare qualcosa. 

Vimala McLure, ideatrice del massaggio infantile e fondatrice dell'Iaim (International Association Infant Massage), ci insegna che prima di cominciare ogni massaggio  dobbiamo sempre chiedere il permesso al bambino. “Ritengo che i bambini siano esseri consapevoli che meritano rispetto, tenerezza, calore -scrive Vimala- e  soprattutto un cuore capace di ascoltarli. Quando ascoltiamo i nostri bambini con il cuore, scopriamo qualunque cosa desideriamo conoscere….”
Attraverso il massaggio il bambino impara a lasciarsi andare. Per questo motivo dobbiamo avere nei suoi confronti il massimo rispetto e  proporre  il massaggio solo quando si mostra disponibile a riceverlo. Il massaggio è ascolto, rispetto dei ritmi, comunicazione. E' un grande scambio di amore, di calore umano,  una relazione intima e profonda che rafforza il legame genitore-bambino. Attraverso le nostre mani il bambino si nutre di sensazioni positive, accresce la sua autostima.  
"Attraverso il massaggio infantile possiamo attivare nei nostri bambini il "termometro" emozionale esistente dentro di loro - scrive Clara Costa- ovvero quella capacità di distinguere con immediatezza assoluta e senza dubbi rispetto al proprio autonomo sentire, la differenza tra un abbraccio rassicurante, soddisfacente e pieno d'amore e un abbraccio intrusivo, che genera sentimenti negativi o quantomeno ambigui e dubbi. 
Di sicuro quei bambini che vengono "allenati" fin da piccoli ad essere sensibili nei confronti di se stessi, a parlare delle loro emozioni, di ciò che è piacevole e di ciò che non lo è, di ciò che procura ansia e di ciò che offre serenità, sono quei bimbi che con maggiore probabilità (ma certezze in questo campo non ce ne sono…) sapranno agire, con una certa immediatezza, con un atto di resistenza nei confronti di un'esperienza "fiutata" come negativa o comunque saranno più portati, ancora una volta non senza difficoltà, a confidarsi con un adulto di cui si fidano davvero. "



 Per approfondire le tematiche relative al massaggio infantile come prevenzione dell'abuso leggete l'articolo completo di Clara Costa

venerdì 20 maggio 2011

"CONCERTO PER LA VITA CHE ASCOLTA" : MUSICOTERAPIA PER LE MAMME IN ATTESA



Torna a Roma la settima edizione del “Concerto per la vita che ascolta”, l’omaggio speciale che il Moige - movimento genitori - offre a tutte le mamme in dolce attesa con l’intento di celebrare la bellezza della vita nascente e di promuovere, attraverso le note dei più prestigiosi autori di musica classica e in una suggestiva atmosfera di condivisione, l’importanza della musica in gravidanza. 
L'evento si svolgerà Domenica 22 maggio 2011 alle ore 18.00 presso l’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia e sarà presentato da Monica Leofreddi. Sul palco l’Orchestra della Polizia di Stato diretta dal Maestro Maurizio Billi. 

Un'occasione da non perdere per tutte le mamme romane in dolce attesa dal momento che uno studio dell'Università di Leicester dimostra che i bambini ricordano la musica ascoltata in grembo fino ad un anno dopo la nascita!
 


   

   

 
Per maggiori info:

Info: Moige - Movimento Italiano Genitori
Tel.: 06 3236943- int.218
concertoperlavita@genitori.it
www.genitori.it

martedì 10 maggio 2011

Contatto e amore: di questo hanno bisogno i nostri figli!


In Italia nascono sempre meno bambini: questo dicono i dati. Sicuramente tra i tanti motivi che limitano le nascite c'è anche quello economico e questa è la realtà. Mettere al mondo un figlio oggi non è uno scherzo: prima di pensare alla cicogna bisogna far bene i conti. E' vero pure che se una persona desidera veramente avere un figlio non dovrebbe fare troppi calcoli. I bambini non hanno bisogno di tutto quello che ci propinano con forza, hanno bisogno di amore, di contatto...di punti fermi...tutto qui!
I bambini di oggi hanno tutto...forse troppo per essere più precisi! Fin da piccolissimi vestono all'ultima moda, hanno giochini super tecnologici, libricini per tutte le età, camerette super accessoriate. Ma  c'è davvero  bisogno di tutto questo? Quello che sappiamo offrire ai nostri figli oggi è solo il "contorno" o siamo capaci di amarli anche senza "comprarli"?
Guardo mia figlia (6 anni), la osservo attentamente. Non è mai contenta di quello che ha, si lamenta sempre e spesso ha lo sguardo triste. 
I nostri figli sono insoddisfatti di quello che hanno perchè probabilmente chiedono altro e noi non sappiamo vederlo...non siamo in grado di ascoltarli veramente. Chiedono amore, tempo, contatto e ricevono in cambio tutto fuorchè questo!
Leggo l'interessantissimo libro di Giorgia Cozza (" Bèbè a costo zero- Ed. Il Leone Verde, 2008) e rifletto su quanto di vero c'è nelle sue parole.
La giornalista nel suo libro si interroga su cosa è realmente necessario per accogliere il proprio piccino e per non fargli mancare nulla. Qual'è il meglio? -si chiede l'autrice- non esistono ricette universali o risposte valide per tutti! Degli accessori possono essere utili per alcuni, assolutamente inutili per altri. Dobbiamo conoscere i nostri piccoli per imparare a comprenderne ritmi ed esigenze. Imparare che ogni bambino è diverso, che ogni famiglia è diversa. I bimbi quando nascono hanno pochi bisogni ma essenziali: essere amati, accolti, protetti, rispettati.
I nostri figli ci chiedono proprio questo: tempo, ascolto, calore. Tempo di qualità da dedicare loro....non le scarpine col tacco di Hello Kitty o l'asciugamano dei gormiti. E noi che corriamo sempre come pazzi tra il lavoro, la spesa, le bollette da pagare, lo sport, le feste di compleanno non ce ne rendiamo conto.
Pensiamo a come renderli felici e nel frattempo perdiamo il momento, non ascoltiamo il loro richiamo.
Forse per questo motivo mi sono avvicinata al massaggio infantile....per ritrovare quel contatto, per accorciare le distanze e recuperare l'intimità con le mie figlie. Per dedicare loro uno spazio fatto di gesti , d'amore, di sguardi e respiri...di "tempo di qualità"!

giovedì 5 maggio 2011

Dieci ragioni per rispondere a un bambino che piange di Jan Hunt

Autore: Jan Hunt, M.Sc.
Titolo originale: "Ten Reasons to Respond to a Crying Child" 


  1. Il primo tentativo di comunicazione del bambino non può essere articolato, ma solamente non-verbale. Non può mettere in parole i pensieri felici, ma può sorridere; non può discorrere di rabbia o tristezza, ma può piangere. Se il suo sorriso riceve una risposta, ma il pianto viene ignorato, può percepire il preoccupante messaggio che egli è amato ed accudito solo quando è felice. I bambini che nel corso degli anni continuano a ricevere questo tipo di messaggio non possono sentirsi veramente amati ed accettati.

  2. Se il tentativo di un bambino di comunicare la sua tristezza o rabbia viene sistematicamente ignorato, può non imparare come esprimere questi sentimenti a parole. Il pianto deve ricevere una risposta appropriata e positiva, in modo che egli veda che tutti i suoi sentimenti sono ben accetti. Se i suoi sentimenti non vengono tollerati, e il pianto viene ignorato o punito, egli riceve il messaggio che la tristezza e la rabbia sono inaccettabili: a prescindere da come loro si esprimono. Per un bambino è impossibile immaginare che le espressioni di rabbia o di tristezza potrebbero essere accettate se espresse con le parole appropriate - una volta che egli sarà più grande e capace di usare quelle parole. Un bambino può solo comunicare nei modi che sono accessibili a lui in un dato momento; e può solo realizzare ciò che ha avuto l'occasione di imparare. Ogni bambino fa il suo meglio, proporzionalmente alla sua età, esperienza e circostanze del momento. Non è certo bello punire un bambino perché non sta facendo più di quello che può fare.

  3. Un bambino che ha ricevuto l'insegnamento che i suoi genitori gli daranno retta solo se "fa il bravo", potrà cominciare a nascondere il suo comportamento "cattivo" e i suoi "cattivi sentimenti" agli altri, e persino a se stesso. Può trasformarsi in un adulto che reprime le sue emozioni "brutte" e che è incapace di comunicare l'intera gamma dei sentimenti umani. Di fatto, ci sono molti adulti che trovano difficile esprimere la rabbia, la tristezza o qualsiasi altro "sentimento negativo" in modo appropriato.

  4. La rabbia che non può venire espressa nella prima infanzia non scompare semplicemente. Viene repressa e si accumula con il passare degli anni, finché il bambino non è più in grado di contenerla ed è abbastanza grande da aver superato la paura della punizione fisica. Quando alla fine il pentolone della rabbia si scoperchia, i genitori possono rimanere scioccati e perplessi: hanno dimenticato le centinaia o migliaia di momenti di frustrazione con i quali hanno riempito quel pentolone nel corso degli anni. Il principio psicologico che "la frustrazione porta all'aggressività" non è mai così chiaramente visibile come nella ribellione degli adolescenti. I genitori dovrebbero essere aiutati a capire quanto questo tipo di frustrazione può essere percepito dal bambino come "sentirsi invisibile" quando il pianto viene ignorato, o provare la sensazione di essere privo di aiuto e scoraggiato, quando il suo tentativo di esprimere sentimenti viene ignorato o punito.

  5. Nasciamo tutti sapendo che ciascun nostro sentimento è legittimo; poi gradualmente perdiamo questa consapevolezza se l'unica parte di noi che riceve una risposta è quella "buona". Questo è tragico, perché solo se sappiamo pienamente accettare noi stessi e il nostro prossimo, al di là di ciò che è giusto o sbagliato, noi possiamo avere autentiche relazioni d'amore. Se non siamo stati pienamente amati e accettati nell'infanzia, non potremo imparare come ci si sente, né come trasmettere questa accettazione agli altri, a prescindere da quanto ci ragioniamo, leggiamo o facciamo terapie: quanto sarebbero più facili le nostre vite se solo ricevessimo amore incondizionato nei nostri primi anni!

  6. I genitori che si chiedono se rispondere al pianto del bambino, dovrebbero chiedersi come reagiscono loro in situazioni analoghe. Un adulto può ritenere appropriato ignorare il pianto di un bambino, tuttavia si sente furioso se il suo partner ignora un tentativo di dialogare. Nella nostra società ci sono molti che sembrano pensare che un individuo debba avere una certa età, prima di acquisire il diritto di essere ascoltato. Ma quale sarebbe l'età giusta? I neonati e i bambini non sono un qualcosa che vale meno di una persona, solo perché sono piccoli e bisognosi di aiuto. In qualsiasi circostanza, più una persona è bisognosa di aiuto, più ha bisogno di avere la nostra compassione, attenzione ed assistenza.

  7. Se il bambino ha appreso da queste esperienze che le persone deboli meritano di essere ignorate, può a sua volta perdere nei confronti degli altri la compassione della quale tutti gli esseri umani nascono provvisti. Se da bambino è lasciato senza aiuto, e i suoi pianti sono rimasti inascoltati, comincia a pensare che questa sia la risposta appropriata verso quelli che sono più deboli di lui, e a credere alla "ragione della forza". Senza compassione, questa fase si calibra verso la futura violenza: chi si domanda come può un criminale non aver compassione delle sue vittime, dovrebbe chiedersi dove la sua compassione è andata smarrita. Non è una cosa che si perde da un giorno all'altro: viene sottratta, goccia a goccia, attraverso un'educazione punitiva o distaccata, fino a che non ce n'è più. La perdita della compassione è il dramma peggiore che può capitare ad un bambino.

  8. Quando un bambino impara dall'esempio dei suoi genitori che ignorare il pianto di un bambino è una cosa giusta, tratterà allo stesso modo i suoi figli, a meno di interventi dall'esterno. Il comportamento genitoriale inadeguato si trasmette da una generazione all'altra, fino a che per circostanze fortunate qualcosa non intervenga a cambiare questo schema. Quanto sarebbe più facile per un genitore aver imparato nell'infanzia come trattare i propri figli! Forse questa catena di inadeguatezza comincerà a interrompersi quando non succederà più che i presenti tirino dritto accanto a un bambino angosciato, senza porgli aiuto. Potrebbe essere la prima volta che un bambino ha ricevuto il messaggio che i suoi sentimenti sono legittimi ed importanti, e questo messaggio fondamentale potrà essere ricordato più tardi, quando lui, o lei, avrà a sua volta un bambino.

  9. Il pianto è un segnale che la natura ha creato perché disturbasse gli adulti, in modo da indurli a prendersi cura dei bisogni del bambino. Ignorare il pianto è come ignorare la sirena dell'allarme antincendio perché ci dà fastidio. Lo scopo del segnale è appunto darci fastidio, in modo che noi possiamo fare attenzione a qualcosa di importante. Solo un sordo non fa caso all'allarme antincendio, eppure molti genitori, di fronte al pianto di un bambino, diventano sordi. Il pianto, allo stesso modo di un segnale d'allarme, ha il significato di attirare la nostra attenzione in modo da occuparci delle importanti necessità del bambino; è semplicemente assurdo pensare che la natura abbia provvisto tutti i bambini di un segnale, emesso periodicamente, che non serva a nulla di buono.

  10. I genitori che rispondono solo ai "buoni" comportamenti del bambino possono ritenere di star educando il figlio a comportarsi "meglio"; eppure loro stessi collaborano più volentieri con chi li tratta con gentilezza. È come se i bambini venissero considerati un'altra specie, che opera sulla base di differenti principi comportamentali. Questo non ha senso, così come è impossibile identificare il momento in cui improvvisamente il bambino "cambia" e comincia ad operare secondo principi "adulti". La verità è più semplice: i bambini sono esseri umani che si comportano secondo le stesse modalità di tutti gli altri esseri umani. Come tutti noi, rispondono meglio alla gentilezza, pazienza e comprensione. I genitori che si stanno chiedendo se il "cattivo comportamento" del bambino finirà, dovrebbero fermarsi un attimo e domandarsi: "Mi sento più collaborativo quando qualcuno mi tratta bene o quando mi tratta nel modo in cui ho appena trattato mio figlio?"
trad. di Antonella Sagone
Copyright by Jan Hunt, M.Sc.
Traduzione a cura di Antonella Sagone

martedì 3 maggio 2011

L'importanza del contatto

 ATTRAVERSO LA PELLE SI IMPARA L'AMORE

Il contatto e la carezza sono bisogni primari dell’essere umano. «È attraverso la pelle» scrive Asley Montagu «che diventiamo esseri in grado di amare».
La prima esperienza di contatto è con la madre. I gesti affettivi che permettono al neonato di crescere sano e sicuro, amabile e forte sono i gesti più antichi dell’accudimento e del dare e ricevere affetto: cullare, abbracciare, accarezzare, baciare, stare vicini, guardarsi. La soddisfazione di questa esigenza è fondamentale per conquistare sicurezza e la convinzione di essere desiderati e stimati, condizione necessaria perché l’adulto sia poi in grado di sentirsi coinvolto e consolidato nella relazione con l’altro. È grazie al contatto con la madre che, normalmente, il bambino apprende nei primi giorni di vita che c’è sempre qualcuno disposto a prendersi cura di lui e a soddisfare i suoi bisogni. Il piacere del contatto corporeo gratifica e soddisfa sia il bimbo, sia la madre. Un buon contatto tra padre e figlio dona sicurezza e stabilità.

Quando il bambino non può sviluppare la «prevista» relazione personale con la madre si verificano in lui disturbi evolutivi che possono giungere sino alla sindrome d’abbandono. I bambini che hanno carenze di affetto materno, o da parte di chi si prende cura di loro, ritardano nella crescita e riportano danni irreversibili nell’aspetto motorio, affettivo, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale.

giovedì 14 aprile 2011

CORSO MASSAGGIO INFANTILE AIMI

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VIENI A TROVARMI O CONTATTAMI PER CONOSCERE TUTTE LE NOVITA' RIGUARDO LE DATE DEI PROSSIMI CORSI DI MASSAGGIO INFANTILE AIMI

E-mail: sara.miele@aimionline.it

VIMALA MC LURE E LA NASCITA DELL' IAIM

Vimala  McClure, dopo aver sperimentato i benefici del massaggio del bambino con i propri figli e dopo aver approfondito le sue conoscenze sul massaggio e perfezionato la sequenza, inizia a comunicare e condividere con altri genitori il massaggio.
Inizia, così, ad insegnare a piccoli gruppi di genitori la sequenza del massaggio, i benefici che questo porta ai bambini e come può sostenere i genitori e i bambini nella loro relazione e durante le diverse fasi della crescita.
Nel 1981, grazie anche all’impegno della californiana Audrey Downes, nasce l’I.A.I.M, associazione no-profit, fondata con l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo il massaggio infantile, attraverso un programma che rispetti i bambini e sostenga la relazione genitori-bambini. Oltre al lavoro con i genitori, Vimala, organizza un corso per formare altre persone che, come lei, insegnino ai genitori  come e perchè massaggiare i bambini. Per questi Instractors scrive un manuale. Altri operatori, Trainers, dopo un periodo di tirocinio, si affiancano a Vimala nella formazione di Instructors: l’Associazione inizia a crescere.


L’IAIM diviene, così, un’organizzazione in continua espansione, che riunisce sotto un unico programma e progetto numerose Associazioni Nazionali, Chapters, presenti in diversi stati.
In altri paesi, anche se non si sono ancora costituite le associazioni nazionali, sono presenti insegnanti che tengono regolarmente i corsi per i genitori.
Ogni Chapter deve costituirsi associazione senza fini di lucro e condividere ed inserire all’interno del proprio statuto il Mission Statement dell’IAIM, approvato ad Orlando nel 1998.
Ciascun Chapter è rappresentato da un proprio membro, Chapter Rappresentative, che partecipa, con diritto di voto, alla General Assembly che si svolge ogni due anni. La General Assembly è aperta alla partecipazione di tutti i soci dei Chapters, mentre le delibere scaturiscono dal voto dei soli Chapters Rappresentative al fine di garantire a ciascuna Associazione Nazionale uguale peso all’interno dell’IAIM Dalla General Assembly e dal Consiglio Direttivo scaturiscono gli incarichi istituzionali che garantiscono l’operatività associativa. L’IAIM cura, inoltre, la formazione e l’aggiornamento dei Trainers che conducono in tutto il mondo i corsi di formazione per Insegnanti di massaggio, secondo contenuti e programma comune e condiviso. Questo garantisce la fedeltà nel tempo al programma ed agli obiettivi di Vimala Schneider McClure. Dal 1994 la sede dell’IAIM è in Svezia.

Dal sito ufficiale dell'Aimi

Per approfondimenti su Vimala Mc Lure

L'AIMI (ASSOCIAZIONE ITALIANA MASSAGGIO INFANTILE)

La diffusione del Massaggio Infantile in Italia nasce dalla passione e dall’impegno di Benedetta Costa, terapista della riabilitazione in campo pediatrico, di Genova.
Benedetta si trova nel 1983 negli Stati Uniti dove nasce il suo primo figlio Luigi. Per caso, viene a conoscenza dei corsi di Infant Massage.
Decide di partecipare alla formazione per Instructors tenuto proprio da Vimala Schneider McClure.
Dopo questa esperienza, al suo ritorno in Italia, Benedetta tiene i primi corsi per genitori, inizialmente in casa propria. Poi, con molta gradualità, riesce ad introdurre l’insegnamento del massaggio all’interno dell’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, presso il Servizio di Fisioterapia e nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, dove lavora come terapista.
Il bisogno di condividere con altri questa esperienza spinge Benedetta ad organizzare corsi per operatori: nel 1988 una Trainer americana, Maria Mathias, viene in Italia. Fra mille difficoltà, a Genova e Bologna, si formano i primi insegnanti italiani che fonderanno insieme a Benedetta nel 1989 l’AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile, con sede in Genova.
Dal 1990 si tengono regolarmente i corsi di formazione per insegnanti di massaggio.
Nel 1991, Benedetta termina la sua formazione di Trainer Internazionale e negli anni successivi si formano altri Trainers italiani che si affiancano a lei nell’attività di formazione di insegnanti AIMI, conducendo diversi corsi ogni anno.
I corsi sono rivolti principalmente ad operatori e professionisti della prima infanzia che operino in ambito sanitario, educativo, socio-assistenziale, o a persone che operino a diverso titolo con i genitori e i bambini nel primo anno di vita, che documentino forti e profonde motivazioni e dimostrino di avere chiara la responsabilità di operare con genitori e bambini in una fase così delicata della loro vita. Dal 1999 la sede dell’AIMI è a Bologna.

Dal sito ufficiale dell'Aimi

http://www.aimionline.it/public/?page_id=107%20